Raccontare la Puglia: l’oro giallo come simbolo dell’identità culturale

da | Mar 11, 2025

Situata nel cuore del Mediterraneo, la Puglia è la regione italiana che più si distingue fra le altre per la ricchezza e la produttività del paesaggio olivicolo, che costituisce un patrimonio agricolo e culturale di inestimabile valore. Lo confermano i numeri del settore rilevati da ISMEA: 746 frantoi attivi (il 17,2% sul totale italiano) e una superficie destinata alla produzione di olive da olio, per un totale di 330.700 ettari (il 31,6%).

Le varietà di olive (Coratina, Ogliarola barese, Ogliarola garganica e Peranzana, oltre alla Cima di Melfi ed altre varietà autoctone, tra cui la Cima di Mola e la Termite di Bitetto) vengono tutelate da una IGP regionale (Olio di Puglia) e da cinque DOP (Collina di Brindisi, Dauno, Terra di Bari, Terra d’Otranto e Terre Tarentine).

Il territorio sta attraversando un periodo di cambiamenti culturali che coinvolgono la filiera: diverse aziende hanno investito nelle innovazioni tecnologiche oggi disponibili, sia in campo, sia in frantoio, per presentare sul mercato oli extravergini sempre più performanti dal punto di vista sensoriale e nutrizionale – salutistico. Marchi come Intini, De Carlo, Mimì, Ciccolella e Sabino Leone firmano etichette prestigiose di oli monovarietali di Coratina – varietà regina della Puglia – che si riconoscono per i profumi intensi, dal carattere prevalentemente erbaceo, e per la grande eleganza sul palato.

Le preoccupazioni più urgenti, invece, riguardano gli effetti causati, sul breve e sul lungo periodo, dai cambiamenti climatici e dalla pericolosa diffusione della Xylella fastidiosa (il “batterio” killer degli olivi), circostanze che richiedono interventi istituzionali urgenti, indispensabili per affrontare le avversità e, al tempo stesso, sostenere in modo adeguato le imprese sul mercato.

Si figura, quindi, uno scenario tutto da definire, in virtù di investimenti mirati all’ammodernamento delle strutture e alla formazione professionale, per aumentare la qualità dei prodotti e dei servizi. L’olio extravergine di oliva diventa quindi, a tutti gli effetti, un “prodotto culturale”, capace di raccontare la Puglia in tutta la sua unicità.

 

L’esperienza del tour EnoEvoPuglia: alla scoperta delle realtà “eccellenti” nel mondo dell’olio

 

La Fondazione Sommelier Puglia, che quest’anno celebra i dieci anni di attività, dedicate alla formazione e alla promozione di esperienze enogastronomiche, ha dedicato l’edizione 2025 di EnoEvoPuglia all’olio extravergine di oliva: un gruppo di giornalisti, divulgatori e content creator italiani, è stato coinvolto in un tour incentrato sulla scoperta dei paesaggi olivicoli, con le loro realtà produttive di eccellenza, a partire da Castel del Monte fino all’Alto Salento, attraverso la Valle d’Itria e la Terra di Bari. Il tour si è concluso con la partecipazione alla prima giornata di EvoliExpo, la Fiera B2B internazionale dell’Olio EVO del Mediterraneo, che si è svolta dal 30 gennaio al 1 febbraio presso la Nuova Fiera del Levante a Bari, evento organizzato da Senaf, in collaborazione con la Regione Puglia, l’Agenzia Regionale del Turismo Puglia Promozione e Città dell’Olio.

In occasione di questa grande manifestazione, la FIS Puglia ha proposto due importanti argomenti di confronto critico: il primo sulla comunicazione dell’olio, in cui è stata sottolineata l’importanza di utilizzare un linguaggio più fresco e coinvolgente, in grado di arrivare anche ai giovani digitali; il secondo sul tema della salute, che ha evidenziato le proprietà funzionali dell’olio extravergine di qualità, inteso come alimento e stile di vita.

Il tour EnoEvoPuglia ha inoltre offerto preziose occasioni di incontri personali, degustazioni e narrazioni di un territorio animato da interessi comuni, intorno a temi come l’oleoturismo, lo sviluppo tecnologico, la sostenibilità ambientale, la biodiversità olivicola e la salute.

Gli olivi della Masseria Montenapoleone Foto di ©Vito Gallo

Masseria Montenapoleone: dove l’oleoturismo è casa, gusto e benessere

Situata a Pezze di Greco, circondata dal verde delle colline e poco distante dal mare, la Masseria Montenapoleone è un’azienda agrituristica, nata dalla visione imprenditoriale di Giuliano Neve che, dopo anni di residenza all’estero, ha scelto di rientrare in Puglia, animato dalla volontà di avviare un progetto di produzione agricola e ospitalità nella proprietà di famiglia.

L’azienda produce frutta, verdure, vino e olio extravergine di oliva, con particolare attenzione alla cura della biodiversità: il vino è proveniente da un vitigno storico, il Susumaniello, mentre le tre tipologie di olio extravergine di oliva vengono prodotte da alberi di età diverse, come ricordano i nomi delle etichette: Mille (da olivi millenari), Cento (da olivi secolari) e Venti5 (olivi di circa 25 anni).

Nei giardini della masseria è possibile vivere esperienze di puro relax e benessere – dal pic-nic tra i filari ai trattamenti presso il centro olistico “Herbarium” – e momenti di convivialità, a partire dalla “colazione del contadino”: pane appena sfornato, frutta, legumi, ricotta fresca e olio extravergine di oliva in abbondanza favoriscono un risveglio pieno di energie. Esattamente come si faceva una volta e rigenerando una solida tradizione, le masserie tornano ad essere comunità rurali che vivono di ciò che offre la propria terra.

La “colazione del contadino” nel giardino della Masseria Montenapoleone, foto di ©Vito Gallo

Tenute Allegretti: scienza, tecnologia e passione per l’arte olearia

Anche Marco Rizzi, fondatore di Tenute Allegretti, è un uomo che, a un certo punto della propria vita, ha avvertito forte il bisogno di tornare alle origini, scegliendo di concentrare tutte le energie e gli investimenti nella produzione di olio extravergine di oliva nell’area di Montalbano di Fasano, nel cuore della Valle d’Itria. L’azienda si estende per circa 100 ettari e conta 12mila piante di olivo, tra giovani e secolari, di varietà Coratina, Picholine, Cima di Melfi, Ogliarola, Leccino, Frantoio e Nocellara etnea.

Marco Rizzi ha alle spalle una lunga esperienza di imprenditoria familiare in settori estranei all’agricoltura, ma «non avere il papà e il nonno che non faceva questo mestiere -spiega lui stesso – è stato un vantaggio, perché mi ha aiutato a non avere retaggi, come l’idea che l’olio non vada filtrato, ed altre convinzioni a favore di un approccio scientifico-razionale, obiettivo che mi sono posto fin da subito prima di entrare nel mercato, avvalendomi della consulenza tecnica di Alfredo Marasciulo, un esperto del settore». Il frantoio di proprietà familiare è stato progettato con macchinari all’avanguardia, come il protoreattore che consente di migliorare le rese e il quantitativo di polifenoli. Ampiamente curato è anche il recupero degli scarti della lavorazione: le acque di vegetazione fermentano nel silo in acciaio prima di essere utilizzate come ammendante per il terreno. La sua è una visione imprenditoriale lungimirante, che guarda al futuro in modo sostenibile, preservando la passione per gli oliveti, tramandata dalla famiglia, come ricorda anche il marchio Allegretti, che riprende il cognome della nonna Francesca, Duchessa di Mirabella. Proprio a questa nobile figura familiare è dedicata l’etichetta Donna Franca, che affianca la linea Neon e Premium con i blend e i monovarietali di Coratina e Picholine. Numerosi riconoscimenti e premi ottenuti a livello nazionale e internazionale confermano la bontà del progetto imprenditoriale.

Marco Rizzi nel frantoio di Tenute Allegretti. Foto di ©Vito Gallo

Donato Taurino: una storia di rinascita per il Salento

Donato Taurino è titolare dell’azienda di famiglia, situata a Squinzano, nell’alto Salento, territorio gravemente provato dalla diffusione della Xylella fastidiosa, specie batteriologica che ha portato al disseccamento milioni di alberi di olivo, piegando progressivamente l’economia delle imprese e delle famiglie. Una circostanza, questa, difficile a credersi, se riferita a una pianta dalla storia millenaria, che rinasce addirittura dopo un incendio. Ad oggi la ricerca scientifica non ha ancora trovato una soluzione definitiva per impedire la diffusione del batterio, mentre ha individuato quattro varietà – Lecciana, Leccino, Leccio del Corno, Favolosa – tolleranti, le quali consentono agli olivicoltori di investire nei nuovi impianti di oliveto: «I nostri 170 ettari di terreno fino a qualche anno fa erano interamente olivetati. Per fortuna il 50% dell’azienda era già coltivata con varietà resistenti come il Leccino e la Nociara – racconta Donato – ma abbiamo dovuto mettere insieme tutte le energie, prima mentali e poi economiche, per iniziare ad estirpare gli olivi malati nel 2019 e realizzare il primo impianto di Favolosa nel 2020, che è entrata in produzione quest’anno». Con grande coraggio la famiglia Taurino ha ricostituito 150 ettari di impianti in tutto, introducendo, dalla scorsa primavera, anche la Lecciana e il Leccio del Corno, nuove varietà con cui misurarsi in campo e in frantoio: esse consentono di arricchire la biodiversità ambientale e permettono di produrre più tipologie di olio extravergine, come i monovarietali Leccino, Favolosa e i blend Sirius, da Nociara e Frantoio, Polaris da Leccino e Favolosa e l’IGP Puglia. Nella bottega aziendale, accanto al frantoio, oltre agli oli, si possono acquistare i vini IGP Puglia Susumaniello rosso e Negroamaro rosato, le conserve, le farine ed altri prodotti tipici della gastronomia e dell’artigianato, oppure partecipare alle degustazioni guidate.

Impianto di Favolosa, azienda Donato Taurino. Foto di ©Vito Gallo

Save the Olives: la ricerca in campo per la salvaguardia del patrimonio olivicolo contro la diffusione della Xylella

Le misure necessarie per contenere la diffusione della Xylella richiedono un grande impegno istituzionale. Su proposta dell’assessore all’Agricoltura, Donato Pentassuglia, la Regione Puglia ha da poco deliberato l’aggiornamento del Piano di azione per contrastare la diffusione della Xylella fastidiosa per il triennio 2024 – 2026, consentendo così di intervenire subito anche nella provincia di Bari, dove sono stati rinvenuti nuovi focolai di altre sottospecie del batterio. Merita un’attenzione particolare l’iniziativa di Save the Olives, l’associazione no profit presieduta da Francesco Winspeare, che per prima si è occupata di promuovere azioni concrete nella gestione del problema, facendo da collegamento tra privati ed enti pubblici. Primo e fondamentale obiettivo è quello di salvare gli olivi monumentali del Salento, grazie al supporto degli esperti del settore. Il progetto si fonda sulla complessa operazione degli innesti sugli olivi secolari non attaccati dalla Xylella e sulla ricerca di nuove cultivar nazionali, capaci di resistere alla malattia e con buone caratteristiche produttive.

La cucina con l’olio extravergine di oliva che esalta il gusto delle ricette locali

Il programma di EnoEvoPuglia ha incluso, infine, l’incontro con alcune realtà ristorative che valorizzano l’olio extravergine di oliva, considerandolo al pari degli altri ingredienti di un piatto. Il ristorante “Porta Nova”, gestito dalla famiglia Ciaccia, si trova a Ostuni, nel torrione aragonese del XV secolo, e gode di una meravigliosa vista sulla vallata degli olivi che si estendono fino al mare. La cucina si distingue per la qualità delle preparazioni, legate alla ricerca accurata delle materie prime, e per una cantina, che vanta prestigiose etichette regionali e internazionali. Indimenticabili gli strascinati di grano arso con rape e acciughe, rifiniti a crudo con un filo d’olio di Coratina dell’azienda Tenute Allegretti. Diversa, invece, l’esperienza con la cucina delle Chef dell’Olio Emanuele Natalizio, patròn del Ristorante “Il Patriarca” a Bitonto e ideatore del Galà dell’olio, l’evento annuale di promozione dell’olio extravergine di oliva, evento in grado di riunire produttori, esperti ed appassionati da tutta Italia. Lo chef, ospite dell’esclusivo “Riva Club” di Bari per l’ultima serata del tour, ha curato il menù della cena “oliocentrica”, presentata dai sommelier Alessia Borelli e Paolo Scarnecchia. Un giro di giostra tra i profumi e i sapori degli oli di varietà Ogliarola, Peranzana, Coratina e Cima di Mola, assaggiati prima da soli, nei tipici bicchieri blu, e poi in abbinamento ai piatti, ha consentito di vivere un meraviglioso percorso del gusto e del benessere.

Cena “oliocentrica” al Riva Club di Bari. Foto di ©Vito Gallo

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